CENTRO CLINICO DIAGNOSTICO PESARO

  • Amniocentesi

    Prestazioni
    Diagnosi Prenatale, Luttichau Dr.ssa Angelica, Maraviglia Dr. Stefano

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    Periodo di esecuzione: dalla 16ª settimana. In rari casi (1/4000) una insufficiente crescita della coltura cellulare non consente di completare la diagnosi e pertanto si renderà necessario eseguire una amniocentesi alla 15ma settimana. Sempre in rari casi (0,5%), come ad esempio in presenza di anomalie cromosomiche a mosaico o discrepanze tra il risultato della tecnica semidiretta e quello della coltura, può rendersi necessario  completare l’indagine su un altro tessuto fetale (liquido amniotico o sangue prelevato dal funicolo). Se nel cariotipo fetale si evidenzia una anomalia cromosomica strutturale, per formulare la prognosi fetale e' previsto lo studio del cariotipo dei genitori o l’esecuzione di indagini molecolari. L’attendibilita' dell’esame e' altissima ma non assoluta: le anomalie cromosomiche strutturali di piccolissime dimensioni (microdelezioni, microduplicazioni, microtraslocazioni) e le anomalie cromosomiche a mosaico a bassa frequenza possono non essere rilevate. Le possibilità diagnostiche dell' amniocentesi riguardano le anomalie cromosomiche , numeriche e strutturali, mediante la determinazione del cariotipo fetale. Possono essere eseguite altre indagini come la ricerca della Fibrosi Cistica, Sordita' Genetica,  Sindrome dell’X-fragile ed un pannello di microdelezioni/duplicazioni ( Prenatal BoBs) responsabili di altrettante sindromi. E' possibile inoltre stabilire la compatibilità genetica (test di paternità) e la ricerca genetica del fattore Rh fetale nei casi di incompatibilità di coppia. Non sono invece diagnosticabili con l'amniocentesi malformazioni o altre malattie fetali o insorgenti nel neonato, non dovute ad anomalie cromosomiche. La frequenza di errore e' inferiore a 1/1000 ed è dovuta prevalentemente ad errori di segreteria, omonimia dei pazienti, contaminazione del materiale prelevato con cellule materne. Le modalità della coltura dei villi coriali ed i parametri per l’analisi citogenetica adottati dal Laboratorio sono quelli proposti dalle linee guida internazionali della Association of Technologists (USA) e della Associazione Italiana di Citogenetica Medica. Vengono cioe' contate almeno 16 metafasi -tecnica diretta e tecnica colturale- di cui 2 analizzate con appaiamento diretto degli omologhi e 2 con ricostruzione del cariogramma con sistema automatico.


    TEMPI DI RISPOSTA


    I risultati diagnostici delle indagini citogenetiche ( mappa cromosomica) e di quelle genetiche sono disponibili entro 15-18 giorni dalla data di arrivo del campione in laboratorio; tuttavia i tempi della crescita cellulare possono variare notevolmente da caso a caso.Mediante  tecniche QF-PCR è possibile avere una prima risposta entro 48 ore. Tale metodica è in grado di  rilevare la presenza delle aneuploidie dei cromosomi 13, 18, 21, X e Y partendo da DNA estratto da materiale fetale non coltivato.

    Prenatal BoBsTM (PerkinElmer; CE-IVD)

    Prenatal BoBs è una tecnica di citogenetica molecolare in grado di individuare, come un altro test rapido (la QF-PCR o la FISH) le aneuploidie più frequenti (cromosomi 13, 18, 21, X e Y), che rappresentano circa il 72% e il 63% di tutte le anomalie cromosomiche identificabili a livello citogenetico, nel primo e nel secondo trimestre di gravidanza rispettivamente. La tecnica permette inoltre di indagare nello specifico la presenza di 9 piccole alterazioni (delezioni o duplicazioni), non evidenziabili con cariotipo standard. Si tratta di un test che può essere utilizzato ad integrazione, ma non a sostituzione, della diagnosi prenatale tradizionale su amniociti o su villi coriali. Si esegue utilizzando lo stesso campione di materiale prelevato per la diagnosi prenatale tradizionale. L’indagine fornisce in tempi rapidi e in maniera accurata informazioni relative ad una serie di riarrangiamenti non identificabili con le indagini cromosomiche tradizionali. Si stima che il 3% circa dei neonati sia affetto da una patologia di origine genetica (cosiddetto rischio di specie), che in teoria può riguardare tutti i tipi di malattia. Tale rischio non è controllabile né con le indagini di laboratorio, né con quelle strumentali. Il rischio riproduttivo aumenta in base all’età della coppia al momento del concepimento o ad altri fattori, spesso desumibili dalla storia familiare, nei confronti dei quali possono essere effettuate indagini specifiche (ad es. analisi cromosomiche e molecolari, indagini ecografiche, ecc...). Donne di età uguale o superiore a 35 anni, per esempio, hanno un rischio aumentato di avere un bimbo con la Sindrome di Down e di altre anomalie di numero dei cromosomi. Questo rischio è controllabile tramite l'analisi dei cromosomi su prelievo di villli coriali o di liquido amniotico. Questa tecnica (Prenatal BoBsTM) permette, come detto sopra, di avere un risultato rapidamente sulle aneuploidie più frequenti (13, 18, 21, X e Y). Inoltre permette di analizzare 9 regioni cromosomiche associate a condizioni specifiche e note, non evidenziabili con il cariotipo standard. Il rischio di queste sindromi non è aumentato a causa dell'età, ma è, in assenza di storia familiare, lo stesso per tutte le coppie. La ragione per la quale è stato scelto di rappresentare in maniera specifica queste 9 patologie si basa sui seguenti criteri selettivi:

     

    • Frequenza relativamente alta nei nati vivi (1:4000→1:200.000), rispetto ad altre sindromi rare.
    • Esistono mutazioni diverse dalle microdelezioni o microduplicazioni identificate dalla tecnica, ma nella maggior parte dei casi (>70%) per queste sindromi il meccanismo patogenetico è questo, ed è identificabile dalla tecnica.
    • Assenza di segni ecografici prima delle 26 settimane, quindi mancanza di segni che possano ragionavolmente indirizzare la diagnosi in modo specifico su sospetto clinico in assenza di storia familiare
    • Elevata mortalità e morbidità alla nascita
    • Quandro clinico e storia naturale post-natale noti, anche se in alcuni casi la penetranza è variabile e non sempre tutti i segni e sintomi descritti sono presenti.
    • L'esame viene effettuato su richiesta, come esame aggiuntivo al cariotipo standard, a partire dal DNA fetale ottenuto da 5 ml di liquido amniotico o da 5 mg di villi coriali.

     

    I tempi di refertazione sono di 3-4 gg dall’arrivo del campione in laboratorio.

    In caso di analisi di materiale estratto da villi coriali e di feto di sesso femminile, verrà eseguita l’analisi per escludere la contaminazione materna. Questo implica un ritardo nella refertazione. In alcuni casi e in base ai dati ottenuti può essere necessario approfondire le indagini con tecniche aggiuntive per le quali verrà richiesto un prelievo ematico dei genitori.